ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder)
Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di ADHD, acronimo di Attention Deficit Hyperactivity Disorder (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività). È una condizione del neurosviluppo che coinvolge l’attenzione, l’autocontrollo e la capacità di organizzare il proprio comportamento. Non si tratta di mancanza di volontà o di cattiva educazione, ma di un modo diverso di funzionare a livello neuropsicologico ed emotivo, che pu creare difficoltà nella scuola, nel lavoro e nelle relazioni.
Come si riconosce l’ADHD
Il percorso di valutazione diagnostica dell’ADHD richiede una valutazione clinica
approfondita da parte di uno psicologo o di un’équipe specializzata. Comprende diversi passaggi:
Questo processo consente di ottenere un quadro chiaro e personalizzato, fondamentale per impostare un percorso terapeutico adeguato.
Comprendere l’ADHD
L’ADHD si manifesta attraverso tre dimensioni principali:
Negli adulti, spesso l’iperattività è più “interna”, ma rimane la sensazione di avere troppi pensieri, di passare rapidamente da un’attività all’altra o di non riuscire a portare a termine ci che si inizia.
Oltre agli aspetti comportamentali, l’ADHD coinvolge profondamente la sfera emotiva e relazionale: chi ne soffre pu sperimentare frustrazione, senso di fallimento e difficoltà a percepirsi “all’altezza”.
L’Analisi Transazionale come chiave di lettura
In psicoterapia, l’ADHD pu essere affrontato efficacemente anche attraverso l’Analisi Transazionale (AT), un approccio che pone al centro la consapevolezza di sé, delle emozioni e delle proprie modalità relazionali.
L’AT considera che ogni persona agisca secondo diversi “stati dell’Io” — Genitore, Adulto e Bambino — e che la difficoltà non risieda solo nel comportamento, ma nel modo in cui si organizzano le esperienze interne e le relazioni.
Nel lavoro terapeutico, l’Analisi Transazionale aiuta a:
Attraverso questo percorso, la persona impara a comprendere il proprio modo di funzionare, a valorizzare le proprie risorse e a trasformare l’energia impulsiva in creatività e vitalità.
Un percorso verso l’equilibrio
L’obiettivo della psicoterapia non è “curare” l’ADHD nel senso medico del termine, ma favorire un migliore adattamento psicologico, emotivo e relazionale.
Ogni percorso è unico, e il lavoro terapeutico — anche in collaborazione con la scuola o la famiglia — permette di costruire strategie personalizzate di autoregolazione, migliorare l’autostima e ritrovare fiducia nelle proprie capacità.
Riconoscere l’ADHD significa dare un nome a un funzionamento reale, non etichettare la persona.
Con una valutazione accurata e un percorso psicoterapeutico basato sull’ascolto e sulla consapevolezza, è possibile ritrovare equilibrio, autonomia e serenità.
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