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ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder)

ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder)

Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di ADHD, acronimo di Attention Deficit Hyperactivity Disorder (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività). È una condizione del neurosviluppo che coinvolge l’attenzione, l’autocontrollo e la capacità di organizzare il proprio comportamento. Non si tratta di mancanza di volontà o di cattiva educazione, ma di un modo diverso di funzionare a livello neuropsicologico ed emotivo, che pu creare difficoltà nella scuola, nel lavoro e nelle relazioni.

Come si riconosce l’ADHD

Il percorso di valutazione diagnostica dell’ADHD richiede una valutazione clinica
approfondita da parte di uno psicologo o di un’équipe specializzata. Comprende diversi passaggi:

  1. Colloqui clinici e raccolta anamnestica, per comprendere la storia personale, scolastica e familiare della persona.
  2. Osservazione comportamentale, in diversi contesti (scuola, casa, lavoro).
  3. Somministrazione di test psicodiagnostici, tra cui questionari standardizzati come il Conners, il CBCL o la Scala di attenzione e impulsività (ADHD-RS), che aiutano a misurare l’intensità dei sintomi e a distinguere l’ADHD da altre difficoltà (ansia, disturbi dell’umore, ecc.).
  4. Quando necessario, si affianca una valutazione neuropsichiatrica per approfondire eventuali aspetti medici o neurologici.

Questo processo consente di ottenere un quadro chiaro e personalizzato, fondamentale per impostare un percorso terapeutico adeguato.

Comprendere l’ADHD

L’ADHD si manifesta attraverso tre dimensioni principali:

  • Disattenzione, con difficoltà a mantenere la concentrazione, distrazione facile e scarsa organizzazione;
  • Iperattività, cioè un bisogno costante di movimento o agitazione interna;
  • Impulsività, con tendenza ad agire o parlare senza riflettere.

Negli adulti, spesso l’iperattività è più “interna”, ma rimane la sensazione di avere troppi pensieri, di passare rapidamente da un’attività all’altra o di non riuscire a portare a termine ci che si inizia.

Oltre agli aspetti comportamentali, l’ADHD coinvolge profondamente la sfera emotiva e relazionale: chi ne soffre pu sperimentare frustrazione, senso di fallimento e difficoltà a percepirsi “all’altezza”.

L’Analisi Transazionale come chiave di lettura

In psicoterapia, l’ADHD pu essere affrontato efficacemente anche attraverso l’Analisi Transazionale (AT), un approccio che pone al centro la consapevolezza di sé, delle emozioni e delle proprie modalità relazionali.

L’AT considera che ogni persona agisca secondo diversi “stati dell’Io” — Genitore, Adulto e Bambino — e che la difficoltà non risieda solo nel comportamento, ma nel modo in cui si organizzano le esperienze interne e le relazioni.

Nel lavoro terapeutico, l’Analisi Transazionale aiuta a:

  • riconoscere gli schemi di pensiero e comportamento che rinforzano la disorganizzazione e l’impulsività;
  • sviluppare l’“Io Adulto”, cioè la parte più consapevole e regolata della personalità;
  • imparare a prendersi cura del proprio “Bambino interiore”, spesso spaventato o frustrato dalle continue richieste di controllo e prestazione;
  • migliorare la comunicazione con gli altri e con se stessi, riducendo conflitti e sensi di colpa.

Attraverso questo percorso, la persona impara a comprendere il proprio modo di funzionare, a valorizzare le proprie risorse e a trasformare l’energia impulsiva in creatività e vitalità.

Un percorso verso l’equilibrio

L’obiettivo della psicoterapia non è “curare” l’ADHD nel senso medico del termine, ma favorire un migliore adattamento psicologico, emotivo e relazionale.
Ogni percorso è unico, e il lavoro terapeutico — anche in collaborazione con la scuola o la famiglia — permette di costruire strategie personalizzate di autoregolazione, migliorare l’autostima e ritrovare fiducia nelle proprie capacità.

Riconoscere l’ADHD significa dare un nome a un funzionamento reale, non etichettare la persona.
Con una valutazione accurata e un percorso psicoterapeutico basato sull’ascolto e sulla consapevolezza, è possibile ritrovare equilibrio, autonomia e serenità.


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