Gli adolescenti dopo il covid

Gli adolescenti dopo il covid

La pandemia ha cambiato profondamente le nostre vite, trasformando nel giro di pochi mesi consuetudini e modi di stare insieme che avevamo da sempre, o accelerando bruscamente tendenze che erano in atto da qualche tempo.

Mi è capitato di guardare una foto di un evento del 2019, ed ho avuto subito l'impressione, mista ad una certa nostalgia, di vedere un mondo lontano, un'epoca diversa da questa.
Del resto, stiamo proprio vivendo questo tempo che potremmo chiamare post traumatico, nel quale fare necessariamente i conti con ciò che è cambiato, fuori e dentro di noi.

A ben vedere, questo è un passaggio psicologico che è tipico dell'epoca adolescenziale, quando il trauma è la fine dell'infanzia e l'ingresso in una età di mezzo, nel quale non si è più bambini ma non ancora adulti.
Come tutti i passaggi traumatici, ci vuole un po' per riuscire ad elaborarlo, insieme a una capacità di sentirsi al sicuro e protetti dagli adulti di riferimento.

Se però il fisiologico passaggio adolescenziale avviene proprio in un momento di pandemia, di evaporazione del mondo e dei rapporti con gli altri per come li si conosceva, le cose si complicano, e non di poco.

A due anni dai primi casi di Covid in Italia, la situazione sulla salute mentale della fascia adolescenziale colpisce: sono aumentate a dismisura le sindromi ansiose e depressive, i casi di ricovero nelle neuropsichiatrie infantili e l'utilizzo di psicofarmaci.

Le ferite del periodo di lockdown e dell'ansia legata al virus sono rimaste vive dentro ai ragazzi, travolti da un dolore insopportabile e difficilmente comprensibile, reso ancora più pericoloso dall'assenza della socialità e del confronto con gli altri.

L'isolamento, la pericolosità percepita nei contatti fisici, la concezione della propria casa come unico spazio sicuro in un mondo in cui anche solo respirare può essere letale, sono elementi che vanno in direzione opposta alla spinta vitale adolescenziale che valorizza il gruppo dei coetanei, le relazioni intime e la scoperta del mondo.
Di fronte a questa empasse emerge la fatica di ripartire, viene a mancare la fiducia in sé e nel mondo.

Da un paio di anni ormai la richiesta più frequente da parte dei genitori che si rivolgono a me riguarda ragazzi che non riescono più a uscire di casa ed ad andare a scuola.
Un po' come se si fossero fermati nel loro percorso di crescita, come se non ci fosse più la spinta vitale che li spingesse ad affrontare il mondo.

In tutto questo, cosa possiamo fare noi adulti? Io credo che possiamo semplicemente essere onesti con loro, dicendo che parte della loro sofferenza è anche la nostra, ma che viverla nel momento in cui si sta crescendo dev'essere oltremodo complicato. Accettare i sintomi, comprendere che questi sono il modo dei ragazzi di affrontare il dolore, ma cercare allo stesso tempo di motivarli a trovare un'alternativa, con i tempi e i modi più consoni.

Gli adolescenti sono dei campioni di resilienza, ma mai come in questi tempi sembra abbiano bisogno di una spinta iniziale, e di un accompagnamento nel cammino di recupero della loro vita.

La psicoterapia si propone proprio questo, senza voler sostituirli nella presa di consapevolezza del loro vissuto, ma affiancandoli e sostenendoli nell'imparare a gestire una difficoltà profonda, difficile da accettare, prima ancora che comprendere.


Iniziative

Il Posto dei Papà
Tre incontri per esplorare, riscoprire ed affinare il legame paterno. Scarica il PDF: "Il Posto dei Papà"
Io@affettività
Un percorso con i ragazzi di seconda media per capire insieme quanto l'identità di ciascuno, soprattutto negli anni dell'adolescenza, cambi e venga influenzata dai media e dai social network. Scarica il PDF: Intervento genitori io@affettività
2016 | Percepire il mondo
Quattro serate per parlare insieme dei modi che hanno i bambini per costruire la loro realtà, e di come noi adulti possiamo aiutarli ad avere fiducia e ottimismo per il futuro
Scuola Gabelli
Tanti modi per dire
Una serie di incontri presso la scuola dell'Infanzia Garbelli per parlare dei tanti modi che i bambini hanno di comunicarci i loro bisogni, le loro vite, i loro desideri
Scuola Gabelli

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